Il Montaggio 1/4
Appena terminate le riprese ci siamo subito resi conto, ancor prima di vedere il girato, che il pezzo forte del booktrailer era l’inizio. Riversati, finalmente, tutti i take siamo pronti alla fase più delicata del lavoro: il montaggio.
Ancor prima di stendere sulla timeline i vari take, occorre fare un lavoro di setaccio del materiale. Passo successivo al riversamento è la divisione degli “on” (take buoni) dagli “off” (take non buoni, ma non del tutto scartabili). Questo processo è importante nel momento in cui ti rendi conto, solo in fase di montaggio, che manca qualche cosa o ciò che credevi aver catturato in fase di girato, in realtà non è così buono. In generale dei girati si tiene il più possibile, tranne ciò che è realmente sbagliato. In fase di montaggio tutto può tornare utile. Un suono, un particolare gesto o un’espressione che nel girato si ritenevano sbagliati, nel montaggio possono salvare la sequenza.
Tom legato riprende conoscenza. [Scena 1]
Tom svegliandosi al buio, con la tensione creata dai suoi respiri, ha dato subito il senso di paura che volevamo evidenziare già dalla prima stesura della sceneggiatura. L’attore ha ben recitato la parte, difatti in questi primi 15sec. siamo di fronte ad un puro e semplice montaggio cinematografico.
Ci siamo limitati a seguire la sua reazione dopo il risveglio.
Abbiamo ripreso il soggetto lateralmente, immerso nel buio e lo abbiamo seguito con una ripresa frontale e nel suo tentativo di liberare i polsi e i piedi legati.
Durante le riprese di questa scena, ci eravamo assicurati di girare delle coperture, cioè dei take dei particolari del luogo dove Tom e Kellie sono segregati. Queste coperture avevano la funzione di alleggerimento, cioè erano destinate ad essere inserite tra diverse inquadrature di Tom. Queste coperture dovevano essere la soggettiva di Tom intento a capire dove si trova. In fase di montaggio, dopo aver provato a usare questi particolari tra un primo piano e una mezza figura di Tom, ci siamo resi conto che l’intera sequenza tendeva a perdere di tensione. Le coperture, quindi risultavano inadatte per la sequenza.
La scelta di restare su Tom e descriverlo negli attimi del suo risveglio è diventata la soluzione migliore, tentando di far crescere l’attenzione dello spettatore su ciò che andrà a succedere. Appagati dalla resa fotografica e dalle luci si è deciso di non apportare la color correction in questa sequenza. Strumenti fondamentali per questa sequenza sono diventati l’audio preso dal vivo e pochi effetti sonori aggiunti in fase di post produzione; il tutto per creare maggior tensione e levare eccessivi silenzi.
Qui sotto, nella time line, si può notare l’intera sequenza con i tagli e gli inserimenti sonori aggiunti in post produzione.
Transizione tra la scena di Tom e il primo flashback. [Scena 2 / Scena 3]
Il passo successivo per il montaggio è stato seguire ciò che l’animatics raffigura scena dopo scena.
Seguendo i tempi e i ritmi dell’animatis abbiamo letteralmente “buttato” i take sulla time line. All’urlo di Tom abbiamo fatto seguire le sequenze del flashback (scena di Tom in auto e la scena di Kellie a casa) per poi tornare su Kellie e Tom imprigionati.
In fase di montaggio ci siamo letteralmente innamorati della reazione di Tom alla sua situazione.
L’immagine di sconforto, il tentativo di liberarsi e il suo urlo come gesto disperato, ci ha convinti fin dall’inizio a usare questo passaggio per introdurre il primo flashback. Dal primo piano di Tom che urla, si passa con una transizione bianca a una sequenza veloce dei momenti di vita quotidiana di una “normale famiglia”. Tom rientra a casa dopo una giornata di lavoro, è in macchina e a fianco a se ha la sua ventiquattrore, dei fiori e un CD. Kellie, sua moglie lo vede arrivare dalla finestra, nasconde una bottiglia di vodka e accoglie il marito. La voce fuori campo (VFC) solleva una domanda “Tom e sua moglie Kellie non sanno come la vita felice di una famiglia possa essere sconvolta”. Questa sequenza vuole anticipare alcune informazioni e il CD, che appare velocemente al fianco di Tom, ritornerà anche nelle successive sequenze. Questo primo flashback rappresenta il tentativo di Tom di ricostruire i passaggi che lo hanno portato a questa situazione. Il bianco e il montaggio veloce vogliono dare la sensazione che Tom è confuso e cerca a ritroso delle risposte che possono aiutarlo a capire cosa sta accadendo.
Tecnicamente, nel montaggio di questo primo flashback, siamo andati ad inserire diversi take presi nell’auto. Abbiamo inserito in successione, con un restringimento di campo, la vista del CD a fianco di Tom. Abbiamo inserito i primi piani di Tom e strettissimi sul suo volto, per associare la figura vista in precedenza al buio, con questa tranquillamente al volante della sua auto. In fase di montaggio abbiamo ribaltato orizzontalmente l’immagine di Tom facendolo sembrare alla guida di una macchina inglese, naturalmente a destra.
Per quanto riguarda il montaggio della sequenza di Kellie abbiamo usato sempre delle sequenze veloci, dei primi piani sul suo volto e delle immagini leggermente velocizzate. Anche questa sequenza che in apparenza doveva mostrare la vita tranquilla di una famiglia, in verità nasconde una situazione tragica. La scelta di velocizzare la sequenza, è servita a dare l’impressione che qualche cosa stonasse e non fosse in armonia con la situazione.




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